Terremoti d’Italia” arriva a Napoli: a Città della Scienza un viaggio nella prevenzione
20/04/2026
Comprendere un fenomeno significa, prima di tutto, saperlo riconoscere e affrontare con consapevolezza. È da questa esigenza che nasce “Terremoti d’Italia”, la mostra itinerante promossa dal Dipartimento della Protezione Civile, che dal 20 aprile fa tappa a Napoli negli spazi di Città della Scienza. Un’iniziativa pensata per avvicinare cittadini e studenti al tema del rischio sismico attraverso un linguaggio accessibile, capace di trasformare concetti complessi in esperienze dirette e comprensibili.
L’inaugurazione è prevista per lunedì 20 aprile alle ore 10 alla presenza del Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano, segnando l’avvio di un percorso che resterà aperto al pubblico fino al 9 maggio. La tappa napoletana si inserisce in un progetto più ampio che ha già toccato la Campania con l’esperienza di Avellino, richiamando l’attenzione su un territorio dove la memoria sismica continua a essere parte della storia collettiva.
Un percorso interattivo tra simulazioni e conoscenza scientifica
Il cuore della mostra è rappresentato da un allestimento che combina documentazione storica, strumenti scientifici e installazioni immersive. Tra gli elementi più coinvolgenti spiccano i simulatori sismici, progettati per riprodurre in sicurezza gli effetti di una scossa. Nella cosiddetta “Stanza sismica”, i visitatori possono sperimentare il movimento del terreno confrontando due eventi distinti: il terremoto del 23 novembre 1980, che ha segnato profondamente la Campania, e una scossa più recente registrata nei Campi Flegrei nel marzo 2025.
Accanto a questa esperienza, il simulatore “Città sismica” consente di osservare come edifici diversi reagiscono alle sollecitazioni telluriche, mettendo a confronto costruzioni tradizionali e strutture dotate di tecnologie antisismiche. Un modo concreto per comprendere quanto la qualità delle costruzioni incida sulla sicurezza e su come l’innovazione possa ridurre i rischi.
Il percorso espositivo si sviluppa anche lungo una dimensione storica, raccontando l’evoluzione degli strumenti di rilevazione, dal sismoscopio ideato in Cina nel II secolo dopo Cristo fino ai sistemi moderni come la Rete Accelerometrica Nazionale. Un filo continuo che collega passato e presente, restituendo l’idea di una conoscenza in costante evoluzione.
Prevenzione e cultura del rischio al centro dell’iniziativa
Oltre alla componente scientifica, la mostra dedica ampio spazio alla prevenzione, con il supporto dei volontari dell’associazione Lares Italia, che accompagnano i visitatori lungo il percorso. Le spiegazioni non si limitano alla descrizione dei fenomeni, ma si concentrano sui comportamenti da adottare prima, durante e dopo un terremoto, inserendosi nel quadro della campagna nazionale “Io non rischio”.
Questo approccio riflette una visione precisa: la sicurezza non dipende soltanto da interventi strutturali, ma anche dalle scelte individuali e dalla diffusione di una cultura condivisa del rischio. In una regione come la Campania, dove la vulnerabilità del territorio è un tema concreto, iniziative di questo tipo assumono un valore educativo che va oltre la singola visita.
L’accesso alla mostra è gratuito, con ingressi programmati ogni trenta minuti e visite guidate della durata di circa un’ora. Le scuole possono partecipare su prenotazione, mentre per i cittadini è prevista la possibilità di accesso diretto negli orari stabiliti. Un’opportunità per avvicinarsi a un tema spesso percepito come distante, ma che riguarda da vicino la vita quotidiana e la sicurezza delle comunità.
Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.