Seafood Expo Global, la Campania punta su qualità e tracciabilità: “Così le produzioni ittiche si rafforzano sui mercati internazionali”
23/04/2026
La Campania sceglie la vetrina internazionale del Seafood Expo Global di Barcellona per rilanciare una linea strategica che guarda insieme alla qualità certificata, alla tracciabilità e alla competitività delle imprese ittiche. È questo il messaggio emerso dal convegno istituzionale promosso nell’ambito della manifestazione, dove la Regione ha ribadito la volontà di sostenere in modo strutturato il comparto della pesca e dell’acquacoltura, facendo leva sull’identità territoriale e sulla valorizzazione delle produzioni locali.
Ad aprire i lavori è stata l’assessora regionale alla Pesca e Acquacoltura, Fiorella Zabatta, che ha collegato la presenza campana a Barcellona a una strategia più ampia di presidio dei grandi appuntamenti internazionali del settore. Il tema centrale, nelle parole dell’esponente regionale, è la capacità di trasformare la tracciabilità in un elemento distintivo, utile non solo sul piano della garanzia per il consumatore, ma anche come leva commerciale nei mercati globali, dove la provenienza e la qualità del prodotto hanno un peso crescente nelle scelte di acquisto e nella costruzione del valore.
La Regione rilancia il sostegno alla filiera ittica
Nel suo intervento, Zabatta ha insistito sulla necessità di accompagnare il comparto nelle sfide internazionali, difendendo qualità, tradizioni e competitività. Un passaggio significativo ha riguardato anche il ricambio generazionale e la continuità imprenditoriale. L’assessora ha infatti richiamato l’attenzione sulle tante realtà giovanili incontrate durante l’evento, in alcuni casi espressione di imprese familiari con una lunga storia alle spalle, arrivate fino alla sesta generazione. Un patrimonio produttivo e culturale che, nella visione della Regione, deve essere sostenuto attraverso reti più solide, strumenti amministrativi efficaci e modelli organizzativi capaci di coniugare tradizione e innovazione.
Il convegno, dedicato al tema “Certificazione di qualità e tracciabilità: applicazioni e sviluppi del sistema DOP e IGP nel comparto ittico della Campania”, ha offerto un’occasione di confronto tra istituzioni, università e operatori della filiera. L’obiettivo è stato quello di approfondire il ruolo delle certificazioni e dei disciplinari produttivi non come meri adempimenti formali, ma come strumenti in grado di incidere concretamente sulla reputazione delle produzioni e sulla loro collocazione commerciale.
FEAMPA, certificazioni e marchi come leva di mercato
Tra i contributi più tecnici, quello del dirigente regionale per la Pesca e Acquacoltura Maurizio Cinque, che ha illustrato gli strumenti attivati dalla Regione con particolare riferimento al FEAMPA 2021-2027. Il fondo europeo rappresenta uno dei pilastri dell’intervento pubblico a sostegno del comparto, con l’obiettivo di accompagnare gli investimenti delle imprese e rispondere, nello stesso tempo, alle richieste di semplificazione amministrativa provenienti dagli operatori.
Il professor Vincenzo Peretti dell’Università Federico II di Napoli ha invece richiamato il valore dei marchi collettivi e delle certificazioni DOP e IGP, sottolineando come questi strumenti rappresentino una tutela sia per il consumatore sia per il produttore. In un mercato in cui autenticità e qualità diventano fattori decisivi, il riconoscimento certificato dell’origine e delle caratteristiche del prodotto può contribuire a rafforzare la posizione commerciale delle imprese e a proteggere il patrimonio ittico regionale da imitazioni e svalutazioni.
Sul versante della distribuzione, Giulio Gerli del Gerli Group ha posto l’accento sul controllo della filiera e sulla selezione delle materie prime, considerate condizioni essenziali per mantenere elevati standard qualitativi nei mercati contemporanei. È un aspetto che si intreccia direttamente con il tema della tracciabilità, sempre più richiesto dagli operatori professionali e dal consumatore finale, soprattutto nei segmenti dove il valore aggiunto del prodotto passa anche dalla sua storia, dalla sua origine e dalla trasparenza del percorso che compie prima di arrivare sul mercato.
Il ruolo delle organizzazioni dei produttori e il caso Cetara
Nel corso dell’incontro hanno trovato spazio anche le testimonianze delle organizzazioni dei produttori, che hanno portato esempi concreti dell’impatto dei disciplinari sulla competitività del comparto. Sono intervenuti Fabio Postiglione per O.P. Mytilus Campaniae, Raffaele Schiavone per O.P. Produzione Molluschi Regione Campania, Lucia Di Mauro per l’Associazione Colatura di Alici di Cetara, Giuseppe M. Guarna per O.P. Benefit Tonno Rosso d’Italia e Fortunato Della Monica per O.P. Tonnieri Italiani.
Dai loro interventi è emerso un punto condiviso: il rafforzamento delle regole di produzione, quando è accompagnato da una valorizzazione commerciale coerente, può tradursi in un vantaggio reale per le imprese. Non solo in termini di riconoscibilità del prodotto, ma anche di capacità di presidiare mercati sempre più selettivi.
Un’attenzione particolare è stata dedicata alla Colatura di Alici di Cetara DOP, richiamata come esempio emblematico del legame fra qualità certificata e tradizione gastronomica. La valorizzazione di questo prodotto simbolo della Campania è stata presentata come modello di un percorso più ampio, in cui identità locale, tutela delle produzioni e apertura ai mercati internazionali possono procedere insieme, trasformando una specialità territoriale in un segno riconoscibile dell’eccellenza regionale.
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Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.