Truffa con spoofing a Benevento: recuperati quasi 49mila euro grazie all’intervento dei Carabinieri
16/04/2026
Una truffa sofisticata, basata sulla tecnica dello “spoofing”, è stata sventata a Benevento grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri, che hanno permesso di recuperare quasi interamente la somma sottratta. Vittima un uomo di circa 60 anni, raggirato da falsi operatori bancari e da un sedicente appartenente alle forze dell’ordine.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha portato all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo d’urgenza per circa 49mila euro, ritenuti provento della truffa.
Il raggiro: falsi operatori e telefonate “clonate”
I fatti risalgono alla fine di marzo, quando la vittima è stata contattata telefonicamente da un individuo che si è presentato come operatore della Banca Nazionale del Lavoro. L’uomo ha segnalato presunte operazioni fraudolente sul conto corrente, attribuendole a una clonazione della carta di pagamento.
Poco dopo, un secondo interlocutore, fingendosi un carabiniere, ha rafforzato la credibilità del raggiro utilizzando la tecnica dello spoofing, che consente di far apparire sul display un numero istituzionale. Con il pretesto di facilitare le indagini, la vittima è stata convinta a effettuare un bonifico urgente di 49.000 euro verso un conto indicato dai truffatori.
Il recupero delle somme e il sequestro
Solo successivamente, rivolgendosi al proprio istituto di credito, l’uomo ha compreso di essere stato vittima di una truffa. La denuncia immediata ha consentito ai Carabinieri di attivarsi rapidamente, chiedendo il blocco dell’operazione presso la banca destinataria.
L’intervento ha permesso di impedire il perfezionamento del raggiro e di sequestrare 48.990,38 euro ancora presenti sul conto. Il provvedimento, disposto d’urgenza dalla Procura, è stato successivamente convalidato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Benevento.
L’allarme: attenzione alle truffe telefoniche
Le forze dell’ordine richiamano l’attenzione dei cittadini su questo tipo di raggiri, sempre più diffusi e sofisticati. Banche e istituzioni non richiedono mai operazioni urgenti tramite telefono o SMS, né chiedono di effettuare bonifici per presunte verifiche o indagini.
In caso di contatti sospetti, è fondamentale interrompere immediatamente la comunicazione e verificare l’autenticità della richiesta attraverso i canali ufficiali. La tempestività della denuncia, come dimostrato in questo caso, può fare la differenza nel recupero delle somme sottratte.
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Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.