Terra dei Fuochi, azienda sequestrata a Orta di Atella: arrestato imprenditore 72enne
22/05/2026
Nove lavoratori irregolari, rifiuti speciali pericolosi stoccati illegalmente e gravi violazioni delle norme sulla sicurezza. È il bilancio di un’operazione condotta dai Carabinieri a Orta di Atella, nel Casertano, che ha portato all’arresto di un imprenditore di 72 anni, titolare di un’azienda del settore calzaturiero, e al sequestro dell’intera area industriale. L’intervento rientra nelle attività straordinarie di contrasto ai reati ambientali e al lavoro sommerso nella Terra dei Fuochi.
Nove lavoratori irregolari e attività sospesa
I controlli sono stati eseguiti dai Carabinieri della Stazione di Orta di Atella con il supporto del Nucleo Forestale di Marcianise e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta.
Nel corso dell’ispezione all’interno dell’opificio calzaturiero, i militari hanno accertato numerose irregolarità nei rapporti di lavoro. Su quattordici dipendenti presenti al momento del controllo, nove sono risultati irregolari: sette lavoravano completamente in nero, senza alcuna comunicazione preventiva di assunzione, mentre altri due erano privi della copertura assicurativa Inail.
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato diverse violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, tra cui l’assenza del Documento di Valutazione dei Rischi, la mancata formazione dei dipendenti, l’omessa consegna dei dispositivi di protezione individuale e carenze nella manutenzione dei macchinari utilizzati per la produzione. Alla luce delle irregolarità emerse, i Carabinieri hanno disposto l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale.
Sequestrati rifiuti pericolosi e area industriale
Durante il controllo, i militari del Nucleo Forestale hanno scoperto consistenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi gestiti in violazione della normativa ambientale.
Tra i materiali sequestrati figuravano imballaggi contaminati da sostanze nocive, residui di colle e solventi utilizzati nei processi produttivi dell’azienda.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i rifiuti erano esposti agli agenti atmosferici e alle acque piovane, situazione che avrebbe favorito la formazione di liquidi altamente inquinanti con potenziali rischi per l’ambiente circostante.
L’intera area industriale e tutti i rifiuti rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro penale. Il titolare dell’azienda, un imprenditore settantaduenne, è stato arrestato in flagranza con l’accusa di gestione e miscelazione illecita di rifiuti speciali pericolosi. Al termine delle formalità di rito è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nel complesso sono state contestate sanzioni amministrative e penali per circa 112 mila euro.
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Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.