Napoli, smantellata rete internazionale di banconote false su Telegram: 12 misure cautelari
26/05/2026
Un’organizzazione capace di vendere banconote false in tutta Europa attraverso Telegram, utilizzando Bitcoin e sistemi di anonimizzazione digitale per sfuggire ai controlli. È questo il quadro emerso dall’operazione “DOMINO”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli e condotta dal Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria.
Nella giornata di lunedì i militari della Sezione Criptovalute, con il supporto delle articolazioni territoriali dell’Arma, hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di dodici persone gravemente indiziate di associazione per delinquere finalizzata all’acquisto e alla distribuzione transnazionale di banconote contraffatte, oltre che di autoriciclaggio.
Custodie cautelari, sequestri e rete internazionale
Il provvedimento del Gip del Tribunale di Napoli ha disposto tre custodie cautelari in carcere, cinque arresti domiciliari, due obblighi di dimora e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.
Secondo gli investigatori, il gruppo operava principalmente dai Quartieri Spagnoli di Napoli sfruttando il canale Telegram criptato “ELREAL SHOP”, attraverso il quale venivano pubblicizzate e vendute banconote false da 20, 50 e 100 euro.
I pagamenti avvenivano esclusivamente in Bitcoin, mentre la distribuzione della valuta contraffatta seguiva una logica di dropshipping per garantire anonimato e ridurre il rischio di individuazione durante le spedizioni nazionali e internazionali.
L’indagine, avviata nel luglio 2022, ha coinvolto anche autorità francesi, tedesche, belghe e spagnole con il supporto operativo di Europol.
Oltre 106 mila euro falsi sequestrati
Nel corso dell’operazione sono state arrestate complessivamente dodici persone, dieci delle quali colte in flagranza nel corso delle attività investigative e due localizzate all’estero.
Altri 61 soggetti sono stati denunciati a piede libero per associazione a delinquere, falsificazione monetaria e autoriciclaggio.
I Carabinieri hanno inoltre sequestrato oltre 106 mila euro in banconote contraffatte, nascoste in decine di plichi già pronti per essere spediti.
Secondo gli accertamenti della Banca Centrale Europea, la valuta falsa apparteneva a una “common class”, categoria utilizzata per identificare banconote contraffatte circolanti in più Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Irlanda, Spagna e Svizzera.
Tracciati 410 wallet Bitcoin
L’inchiesta si distingue anche per le modalità investigative utilizzate. Gli investigatori hanno infatti ricostruito l’intera rete criminale senza ricorrere a intercettazioni telefoniche o ambientali.
Determinante è stata la combinazione tra metodi tradizionali di osservazione e pedinamento e sofisticate tecniche di OSINT e analisi forense finanziaria.
L’attività ha consentito di monitorare oltre 410 wallet Bitcoin e ricostruire un volume d’affari superiore ai 500 mila euro tra luglio 2022 e dicembre 2023.
Gaming, social e tatuaggi decisivi per le indagini
Secondo quanto riferito dagli investigatori, uno degli elementi chiave dell’indagine è stato il cosiddetto “fattore umano”.
Nonostante i tentativi di anonimizzare comunicazioni e connessioni, diversi indagati avrebbero lasciato tracce riconducibili alla propria identità reale attraverso social network, videogiochi online e contenuti pubblicati in rete.
In alcuni casi gli investigatori sono riusciti a collegare gli account Telegram agli indagati grazie ai nickname utilizzati nel gaming online o a fotografie pubblicate sui social.
Determinanti anche alcuni dettagli fisici visibili nei video promozionali delle banconote false, tra cui tatuaggi e segni distintivi che hanno permesso di identificare i presunti venditori collegati agli account “ELREAL SHOP” e “@Eldiablo0301”.
Contestualmente alle misure cautelari sono ancora in corso perquisizioni e sequestri preventivi di denaro, beni immobili, strumenti informatici e canali telematici fino a un valore complessivo di 536.880 euro.
Le persone coinvolte nell’inchiesta restano da considerare presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.