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Assenteismo nella sanità, sospesi sei tra medici e infermieri nel Casertano

19/05/2026

Assenteismo nella sanità, sospesi sei tra medici e infermieri nel Casertano

Sei operatori sanitari tra dirigenti medici e infermieri sono stati sospesi dal servizio per dodici mesi nell’ambito di un’inchiesta sull’assenteismo nella sanità pubblica condotta dai Carabinieri del NAS di Caserta. Il provvedimento cautelare interdittivo è stato eseguito su disposizione del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura della Repubblica.

Le misure riguardano personale in servizio presso un’azienda sanitaria locale e impediscono agli indagati di svolgere attività lavorativa sia nelle strutture pubbliche sia in quelle convenzionate con il Servizio sanitario nazionale.

Le accuse: false attestazioni e truffa aggravata

I reati contestati, a vario titolo e in forma continuata, sono false attestazioni della presenza in servizio e truffa aggravata ai danni di un ente pubblico.

L’indagine è partita da servizi di osservazione e pedinamento svolti direttamente dai militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, che avevano documentato frequenti allontanamenti dal posto di lavoro durante l’orario di servizio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni dipendenti avrebbero timbrato il badge per poi lasciare immediatamente la struttura sanitaria per motivi personali, pur risultando regolarmente presenti in servizio.

Per approfondire gli accertamenti, l’autorità giudiziaria ha autorizzato l’installazione di telecamere nascoste vicino agli accessi e alle postazioni marcatempo dell’ospedale.

Badge timbrati tra colleghi e uscite private durante il turno

Le immagini raccolte e i successivi controlli sul territorio avrebbero consentito di ricostruire un sistema consolidato di false presenze. Tra gli episodi contestati figura quello di due infermieri che, secondo l’accusa, si sarebbero alternati nella timbratura reciproca dei badge per simulare la presenza in servizio del collega assente.

In un caso, uno degli indagati si sarebbe presentato in ospedale esclusivamente per registrare l’ingresso del collega, nonostante risultasse ufficialmente assente per malattia.

Lo stesso infermiere sarebbe stato poi seguito dai Carabinieri mentre effettuava acquisti personali in un negozio di telefonia all’interno di un centro commerciale durante l’orario di lavoro.

L’inchiesta coinvolge anche un dirigente medico che, dopo aver registrato l’ingresso per una sessione di aggiornamento professionale, si sarebbe allontanato dalla struttura per recarsi dal barbiere e successivamente nella propria abitazione.

Danno erariale e conseguenze sulle liste d’attesa

Secondo gli investigatori, le condotte contestate avrebbero permesso agli indagati di percepire interamente lo stipendio nonostante prestazioni lavorative mai svolte, causando un danno erariale stimato provvisoriamente in circa 15mila euro.

Ma l’aspetto ritenuto più grave dall’Arma riguarda le ricadute sul servizio sanitario pubblico. L’assenteismo sistematico avrebbe infatti rallentato la gestione delle liste d’attesa, con conseguenze dirette sui tempi di accesso alle cure per i cittadini.

Particolarmente penalizzati, secondo quanto evidenziato nell’indagine, sarebbero stati i pazienti appartenenti alle fasce sociali più fragili.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.