Servizio civile, la UIL accoglie i volontari di “La cultura non ha frontiere”
01/03/2026
Coraggio, passione, conoscenza. Giovanni Sgambati sceglie tre parole nette, senza orpelli, per rivolgersi alle volontarie e ai volontari del nuovo progetto di servizio civile “La cultura non ha frontiere”, promosso da Uniti APS e avviato presso le sedi sindacali della UIL a Napoli e in Campania. Un saluto che diventa occasione di confronto con ragazze e ragazzi chiamati a misurarsi con un’esperienza che intreccia impegno sociale, formazione e cittadinanza attiva.
Il segretario generale della UIL di Napoli e Campania ha invitato le nuove generazioni a non arretrare di fronte alle difficoltà, a rivendicare il diritto di dissentire e a sentirsi responsabili nel trasformare ciò che non funziona. Il coraggio, nelle sue parole, è la capacità di esporsi, di prendere posizione quando si incontrano ingiustizie o storture, di non accettare come immutabile ciò che può essere migliorato.
Il valore della passione e della scelta
Sgambati ha insistito sulla necessità di scegliere la propria strada con consapevolezza, coltivando la passione per il lavoro e per le attività che si intraprendono. Una passione che non coincide con l’entusiasmo momentaneo, ma con la determinazione quotidiana nel costruire competenze e nel dare senso al proprio impegno.
Nel dialogo con i volontari, il segretario ha richiamato il ruolo della conoscenza come strumento di emancipazione e crescita personale. Un percorso che non si esaurisce con il titolo di studio, ma accompagna l’intera vita professionale e civile. L’apprendimento continuo diventa così una responsabilità individuale e collettiva, in un mercato del lavoro che cambia rapidamente e in una società attraversata da trasformazioni profonde.
Le battaglie sindacali come orizzonte di impegno
L’incontro è stato anche l’occasione per ripercorrere alcune delle vertenze più significative portate avanti dalla UIL. Dalla sicurezza sui luoghi di lavoro, tema che continua a segnare drammaticamente l’attualità, alla lotta contro la precarietà e le forme di lavoro instabile che colpiscono soprattutto i giovani.
Sgambati ha ricordato la mobilitazione nelle piazze per la raccolta firme contro l’autonomia differenziata, ritenuta iniqua, e contro il disegno di legge sulla sicurezza, giudicato lesivo di diritti fondamentali. Un richiamo alla dimensione pubblica dell’azione sindacale, che va oltre la contrattazione e si colloca nel terreno più ampio della tutela della democrazia e della coesione sociale.
Il progetto “La cultura non ha frontiere” si inserisce in questo quadro come spazio di formazione e partecipazione. Per i volontari rappresenta un primo contatto con il mondo del lavoro e dell’impegno civile; per il sindacato, un investimento sulle energie giovani, chiamate a raccogliere il testimone e a dare continuità a battaglie che restano aperte.
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Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.