Napoli, clan Contini e affari illeciti nell’ospedale San Giovanni Bosco: tre arresti
26/02/2026
Su delega del Procuratore della Repubblica, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di quattro soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso aggravata dal carattere armato e di una pluralità di reati contro la pubblica amministrazione e il patrimonio.
Il provvedimento è stato eseguito nei confronti di tre indagati; per un quarto soggetto le operazioni risultano ancora in corso. L’inchiesta, che si colloca nella fase delle indagini preliminari, trae origine dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e ha consentito di ricostruire un articolato sistema di condotte illecite riconducibili ad affiliati al clan Contini, operante – secondo l’impostazione accusatoria – all’interno dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli.
Gestione illecita di servizi e pressioni sui dirigenti
Secondo quanto emerso dalle indagini, il sodalizio avrebbe esercitato un controllo di fatto sui servizi di bar e buvette e sui distributori automatici di snack e bevande presenti nel nosocomio, attraverso minacce ed estorsioni ai danni dei dirigenti della struttura sanitaria, rapporti collusivi con pubblici ufficiali e intestazioni fittizie.
Le attività sarebbero state svolte in assenza delle necessarie autorizzazioni, senza il pagamento dei canoni di locazione dovuti all’ASL e mediante utilizzo abusivo delle utenze dell’ospedale, con un conseguente aggravio economico per l’ente pubblico. Le condotte contestate comprendono, tra l’altro, estorsione, usura, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e falsità ideologica in atti pubblici.
Ricoveri irregolari, certificazioni false e truffe assicurative
L’attività investigativa avrebbe inoltre documentato l’esistenza di un’associazione operante nel settore dei servizi di ambulanza che, grazie alla complicità di personale sanitario e parasanitario, addetti alla vigilanza privata e dipendenti di altre ditte attive nell’ospedale – talvolta destinatari di minacce e pressioni – avrebbe garantito favori illeciti a esponenti del clan e ad altre consorterie collegate.
Tra gli episodi contestati figurano ricoveri ospedalieri disposti in violazione delle procedure di accesso, il rilascio di certificazioni mediche false anche finalizzate a ottenere scarcerazioni illegittime e il trasporto di salme mediante ambulanza anziché attraverso servizi funebri autorizzati.
Agli indagati viene inoltre attribuita la realizzazione di truffe ai danni di compagnie assicurative, mediante la simulazione di sinistri stradali. Le frodi sarebbero state attuate con il reclutamento di falsi testimoni retribuiti e la redazione di perizie mendaci, con il coinvolgimento di professionisti compiacenti.
Il ruolo di un avvocato e i rapporti con ambienti carcerari
Tra i destinatari dell’ordinanza figura un avvocato indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo l’ipotesi accusatoria, il professionista avrebbe messo stabilmente le proprie competenze al servizio del clan, fungendo da tramite informativo con ambienti carcerari e veicolando comunicazioni relative alle cosiddette “mesate”, somme di denaro destinate ai familiari degli affiliati detenuti.
Allo stesso sarebbero inoltre contestate consulenze finalizzate alla gestione e all’incremento delle ricchezze del sodalizio, il reinvestimento dei proventi delle truffe in beni di valore – immobili, autovetture e opere d’arte – e l’intermediazione con pubblici ufficiali infedeli per l’acquisizione di informazioni riservate.
Il provvedimento eseguito costituisce una misura cautelare adottata nella fase delle indagini preliminari. Avverso l’ordinanza sono ammessi mezzi di impugnazione. Le persone coinvolte sono da ritenersi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.