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Campania, ritirata la procedura per il socio privato della Gric: “L’acqua deve restare un bene pubblico”

09/03/2026

Campania, ritirata la procedura per il socio privato della Gric: “L’acqua deve restare un bene pubblico”

La Giunta regionale della Campania ha deciso di ritirare in autotutela la procedura per la selezione del socio privato della costituenda Gric S.p.A., la società destinata alla gestione del sistema della grande adduzione primaria regionale. La decisione apre ora una fase di approfondimento finalizzata alla definizione di un nuovo modello gestionale capace di valorizzare il ruolo pubblico nella gestione della risorsa idrica.

La scelta si inserisce in un percorso amministrativo che punta a ridefinire l’organizzazione del servizio idrico regionale, con particolare attenzione alla tutela dell’interesse collettivo e alla gestione di un bene considerato essenziale per la comunità.

La decisione della Giunta regionale

Il ritiro della procedura rappresenta un passaggio significativo nella strategia della Regione Campania sulla gestione dell’acqua. L’obiettivo è avviare un’istruttoria che consenta di individuare un modello organizzativo capace di garantire maggiore controllo pubblico sul sistema della grande adduzione primaria, cioè la rete che distribuisce i grandi volumi d’acqua destinati al territorio.

Secondo quanto sottolineato dall’amministrazione regionale, la scelta mira a rafforzare la dimensione pubblica della gestione del servizio idrico, mantenendo al centro la tutela di una risorsa fondamentale per la vita delle comunità e per lo sviluppo dei territori.

Il ruolo pubblico nella gestione della risorsa idrica

Nel commentare la decisione della Giunta, il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha ribadito la propria posizione sulla gestione dell’acqua.

“Sono convinto che la gestione di una risorsa preziosa come l’acqua debba essere in mani pubbliche”.

La dichiarazione evidenzia la volontà dell’amministrazione regionale di orientare le politiche idriche verso un modello che rafforzi il controllo pubblico, garantendo al tempo stesso efficienza del servizio, trasparenza amministrativa e sostenibilità delle tariffe.

La gestione delle risorse idriche rappresenta infatti una questione strategica per i territori, poiché riguarda direttamente la qualità della vita dei cittadini e l’equilibrio tra sviluppo economico e tutela dell’ambiente.

L’acqua come bene comune

La decisione della Giunta si colloca in un quadro più ampio di politiche orientate alla tutela dei beni comuni. L’acqua, in particolare, viene riconosciuta come un diritto fondamentale e come una risorsa che richiede una gestione responsabile da parte delle istituzioni.

Garantire servizi efficienti e accessibili significa anche assicurare che la gestione dell’acqua avvenga nel rispetto dell’interesse collettivo, con sistemi di controllo chiari e con politiche tariffarie equilibrate.

La fase di approfondimento avviata dalla Regione Campania servirà ora a individuare il modello gestionale più adeguato per assicurare questi obiettivi, ponendo al centro la protezione di una risorsa indispensabile per la vita e per il futuro delle comunità.

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Annalisa Biasi

Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.