Brucellosi bufalina: in Campania calano i focolai, migliorano gli indicatori sanitari
10/03/2026
La Regione Campania prosegue nel percorso di risanamento sanitario avviato nel 2022 per contrastare ed eliminare la brucellosi bufalina, con un’attenzione particolare rivolta alla provincia di Caserta, territorio in cui si concentra una parte significativa della filiera bufalina nazionale.
I dati aggiornati al 6 marzo 2026 indicano un’evoluzione incoraggiante del quadro epidemiologico e confermano l’efficacia delle misure adottate negli ultimi anni. Il numero dei focolai negli allevamenti bufalini della provincia casertana ha registrato una riduzione significativa: si è passati dagli 87 casi del 2021 ai 26 del 2025, fino agli attuali 10 focolai attivi.
Il miglioramento emerge anche dagli indicatori epidemiologici utilizzati per monitorare la diffusione della malattia. L’indice di prevalenza è sceso dal 18,71% del 2021 al 3,6% registrato tra il 2025 e il 2026, mentre l’incidenza è passata dal 12,43% allo 0,8% nel 2026, segnalando una diminuzione progressiva della circolazione del batterio negli allevamenti.
Riduzione degli abbattimenti e stabilità del patrimonio bufalino
La diminuzione dei focolai ha prodotto effetti anche sul numero di capi abbattuti nell’ambito delle misure sanitarie previste per contenere la diffusione della malattia.
I bufali soppressi sono passati dai 10.863 capi del 2020 ai 2.542 del 2025, con una riduzione sensibile della quota sul patrimonio complessivo. La percentuale di abbattimenti è scesa dal 6,03% all’1,36%, un dato che, secondo quanto comunicato dalla Regione, risulta ampiamente compensato attraverso la rimonta degli allevamenti.
La contrazione degli abbattimenti rappresenta uno degli elementi più rilevanti del percorso di risanamento, poiché consente di mantenere l’equilibrio produttivo delle aziende bufaline, settore economico strategico per l’agroalimentare campano e per la filiera della mozzarella di bufala.
Controlli, vaccinazioni e misure di biosicurezza
Il programma di risanamento sanitario si articola su più livelli operativi e coinvolge un team regionale dedicato alle attività di monitoraggio, prevenzione e intervento.
In meno di quattro anni sono state effettuate 643 verifiche di primo accesso negli allevamenti e 1.985 controlli di follow-up sulla biosicurezza. Parallelamente è stato sviluppato il piano vaccinale, con 348 stabilimenti coinvolti e oltre 31 mila capi bufalini vaccinati tra prima e seconda dose. La copertura vaccinale ha raggiunto il 100% degli stabilimenti e degli animali vaccinabili.
A queste attività si aggiunge il lavoro svolto dal gruppo incaricato della disinfezione degli allevamenti. Tra dicembre 2024 e marzo 2026 sono stati effettuati 200 interventi di sanificazione su 90 aziende, contribuendo alla riduzione del rischio di trasmissione della malattia.
Tracciabilità e interventi secondo l’approccio “One Health”
Il piano regionale include anche controlli sulla tracciabilità degli animali e delle movimentazioni, considerati fondamentali per prevenire la diffusione del batterio tra allevamenti. Nel periodo considerato sono state effettuate 468 ispezioni dedicate a questo ambito.
Accanto alle azioni sanitarie tradizionali, il programma integra anche interventi ispirati al principio “One Health”, che considera la salute animale, ambientale e umana come elementi strettamente collegati. Tra le attività realizzate rientra il monitoraggio dei cani presenti negli allevamenti, con 144 aziende coinvolte e 502 animali controllati.
Sul fronte ambientale sono stati avviati interventi di bonifica dei canali di scolo, con 87.140 metri lineari già ripuliti su un totale di 93.590 metri programmati.
Supporto agli allevatori e gestione degli indennizzi
Accanto alle attività sanitarie e di controllo, la Regione ha attivato anche strumenti di supporto diretto agli allevatori coinvolti nel programma di risanamento. Sono stati istituiti sportelli informativi e servizi di accompagnamento destinati alle imprese zootecniche del territorio.
Nel complesso risultano 630 allevatori assistiti, con 655 colloqui individuali, 562 incontri informativi e 285 ore di formazione dedicate alle buone pratiche sanitarie e alla gestione degli allevamenti.
Per quanto riguarda gli indennizzi legati agli abbattimenti sanitari, dalla nuova procedura avviata nell’ottobre 2022 sono state istruite 1.396 pratiche. Di queste, 1.272 hanno ricevuto esito favorevole, mentre 1.149 risultano già con pagamento disposto; le restanti sono ancora in fase di verifica amministrativa.
I dati analitici e i dettagli completi delle attività svolte sono disponibili nel report tecnico predisposto dalla Regione Campania.
Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.