Avellino: cinque misure cautelari per armi illegali, quattro in carcere
13/03/2026
Operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino che, nella mattinata di oggi, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di cinque persone ritenute gravemente indiziate – allo stato delle indagini – di porto e detenzione illegale di armi e munizioni, oltre che di ricettazione.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Avellino, su richiesta della Procura della Repubblica, che ha coordinato le indagini condotte dai militari della Compagnia di Sant'Angelo dei Lombardi.
Le misure cautelari
Le misure restrittive riguardano cinque indagati residenti in diversi comuni dell’Irpinia: un 20enne e un 28enne di Lioni, un 34enne di Villamaina, un 33enne di Paternopoli e un 22enne di Gesualdo.
Quattro degli indagati sono stati condotti in carcere, mentre per uno è stata disposta la misura degli arresti domiciliari. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, i soggetti sarebbero coinvolti nella detenzione e nella gestione di armi da fuoco illegalmente detenute.
L’indagine partita dal ritrovamento di un fucile
L’attività investigativa ha preso avvio dal ritrovamento di un fucile oggetto di furto, nascosto in un’area isolata. L’arma, accuratamente occultata, risultava alterata con le canne mozzate, una modifica che ne facilita il trasporto e l’occultamento, aumentando allo stesso tempo la capacità offensiva.
Gli accertamenti successivi hanno portato i Carabinieri a individuare ulteriori armi e materiale riconducibile a un contesto di detenzione illegale.
Sequestrate armi e munizioni
Nel corso delle perquisizioni e delle attività investigative sono stati sequestrati diversi elementi ritenuti rilevanti: altri due fucili risultati anch’essi rubati, una pistola priva di matricola, numerose cartucce di vario calibro e ulteriori componenti collegati ad armi da fuoco.
Gli investigatori sono riusciti a ricostruire il contesto in cui le armi venivano nascoste e gestite, individuando i luoghi di occultamento e i presunti detentori.
Secondo quanto stabilito dal giudice per le indagini preliminari, l’applicazione delle misure cautelari si è resa necessaria alla luce del concreto rischio di reiterazione di gravi reati.
Il procedimento penale resta comunque nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva.
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Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.